Biciclette, signori, biciclette!
Intorno alle grandi passioni girano intere generazioni. Ci è risultato facile seguirne alcuni filoni anche in MOdiSCA, con la collaborazione tra l'altro di amici su altri portali, come gli utenti di Flickr, che ci hanno messo a disposizione alcuni originali di scatti nel lecchese...


Mentre digitalizzavamo le foto dell'archivio Redaelli, ad un certo punto è saltata fuori una foto particolare e Giorgio ci disse: "Questo è mio padre quando si mise in mente nel 1927 di andare allo Stelvio in bici. Aveva appena cambiato la trasmissione da cardanica a catena, tanto per fare meno fatica...". Insomma il papà di Giorgio se ne rientrò pure via Merano - Trento e quando giunse a Mandello dovettero immergerlo in una tinozza per un po' di tempo: piaghe e indumenti erano diventati un amalgama unico e i pantaloni non riusciva proprio più a toglierli (foto sotto mentre arriva allo Stelvio).

La bici è stata per molti nel dopoguerra simbolo di libertà e l'unico mezzo di trasporto.
Farsi fotografare in sella era una specie di status symbol, soppiantato a breve dalla motocicletta per chi cominciava a veder girare qualche soldino.
Eccole qui alcune istantanee, per la cui pubblicazione si ringraziano oltre che Giorgio Redaelli anche i fondi Valsecchi; Mambretti di Civate (link a Flickr) e l'archivio di Bibliotheca electronica.










Nell'immagine sopra e nella seguente: percorsi nel comasco
per cicloturisti tra fine ottocento e primi del novecento editi
dal Touring Club Ciclistico Italiano.


Giro d'Italia 2009. Salendo verso la Culmine di San Pietro.
creato da Paolo Tentori — 21/12/2009 18:40

